venerdì 2 settembre 2016

People: Franca Sozzani





Lo stile? ''Oggi non ce n'è uno. Secondo me le persone dovrebbero comprare più specchi che abiti per vedersi prima di uscire: per inseguire la moda c'è gente disposta a tutto ma io penso che bisogna corrispondere con gli abiti alla propria personalità, questo è lo stile. Se devo diventare la testimonial di firme, una specie di prototipo di qualcun altro, allora che mi paghino''. Ci sarà un motivo per cui Franca Sozzani è Franca Sozzani, ossia una internazionalmente riconosciuta personalità della moda che con Vogue Italia detta la linea. Nel film documentario Franca: Chaos and Creation che il figlio Francesco Carrozzini, superstar della fotografia di moda presenta Venezia73, la Sozzani si svela. E per il pubblico c'è da da divertirsi (in sala arriva a marzo, si sta cercando una distribuzione) nello scoprire oltre al suo carattere anche un vero dietro le quinte della moda. (di Alessandra Magliaro da Venezia)


Se Anna Wintour ha avuto il suo film nel Diavolo veste Prada, quando il figlio Francesco ha proposto alla madre Franca di girare, la sua prima reazione è stata ''e chi fa la mia parte?''.
La Sozzani, 66 anni è da una vita nel mondo del giornalismo di moda dai tempi di Vogue Bambinia fine anni '70 su su fino a diventare non solo direttore di una delle testate cult del settore, cui ha aggiunto dal 2006 anche L'Uomo Vogue, ma anche la direzione editoriale Condé Nast per l'Italia e da un anno anche la direzione di tutti i periodici in lingua italiana con il marchio Vogue. E' una che terrorizza, che può decidere le sorti di stilisti, brand e modelle, ma lei ovviamente nega: ''è una leggenda, se hai talento vai avanti e la stampa non conta. Io dico non si semina sul cemento e se sei in gamba la strada la trovi indipendentemente da tutti''.
Per lei, la nostra Anna Wintour, si smuove il jet set. Il party più atteso della Mostra del cinema è quello che la maison Valentino ha organizzato per lei a Palazzo Barbaro:  in lista si va da Miuccia Prada a Valentino Garavani, da Scervino a Cavalli, da Ferretti a Azzedine Alaia, e poi i Brandolini d'Adda, Lapo Elkan, i Trussardi, Colin Firth, Sorrentino, Roberto Bolle, Naomi Campbell, Matteo Marzotto.
''Tutti i fotografi sono terrorizzati da mia madre, temono di deluderla quando portano le immagini. Io oltre che fotografo sono suo figlio e quando ho mostrato il primo montaggio ho avuto paura della sua reazione. Come è andata? Be' ho dovuto rimontarlo da capo'', dice Carrozzini. ''Girare questo documentario è stato come andare in analisi. Tutto è cominciato come una storia di ricordi, il padre di Francesco che stava morendo e lui che voleva tenersi una cosa intima che glielo ricordasse. Io però ho parlato a briglia sciolta dicendo cose che forse non dovevo ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. Non volevo espormi troppo ma se non ti esponi non sei vera e io sono autentica, anche se poi me ne pento'', racconta la Sozzani. Tipo? ''Bè che non sono mai stata innamorata di nessuno. Qualche anno fa pensavo di trovare il principe azzurro, ma ora è pure passato il momento e non ho più voglia di incontrarlo''. E allora il matrimonio? ''Mi sono sposata perchè ero già vestita''.Nel film questo 'carattere' esce fuori anche nel rapporto con il figlio che ammette ''è una lettera d'amore a mia madre. Ma non credo che il documentario la celebri e basta. Pone anche attenzione sulle rinunce che mia madre ha fatto a livello personale''.
 Angelo guerriero, creatura botticelliana (per i lunghi capelli biondi ondulati che porta da sempre), figura stendhaliana o pantera? Franca Sozzani non ha esitazioni.
 ''Pantera di sicuro, ho lottato tutta la vita per quello che ho fatto, me lo sono guadagnato con la lotta tutto, la determinazione è la mia guida. Prendiamo Vogue, sulla carta doveva essere solo 'glossy', un giornale con bei cappotti e belle gonne, invece l'ho usato per lanciare messaggi, appoggiare campagne''. E oggi è una donna di potere. ''Sono una donna che lavora e lavora parecchio e si è battuta per cose che ha voluto, anche rischiando, per tre volte mi stavano licenziando, ma se fai un lavoro in cui credi e hai la fortuna che ti riconoscono le cose che hai fatto si forse a quel punto hai potere, che vuol dire che hai vinto tu nell'esporre le tue idee''. E' sempre stata considerata della stessa pasta di Anna Wintour, la direttrice di Vogue. ''Abbiamo cominciato insieme, stesso mese e stesso anno, 28 anni fa. Siamo diverse, lei sì che è una donna di potere. Anche nel carattere. Io sono leggera, non drammatizzo mai, penso che le difficoltà vadano superate, non voglio farmi prendere dal panico'', dice e aggiunge ''ho tanti sogni, non ho mai smesso di sognare e creare progetti. Voglio fare altre cose non solo essere seduta in una prima fila a vedere vestiti''.