mercoledì 21 settembre 2016

Moda: Le lanterne magiche di Gucci, la sua moda è una favola gotica.





Benvenuti nel gran teatro di Gucci, dove "la moda è la più bella illusione che si possa avere". A fare gli onori di casa è Alessandro Michele, che per la prossima estate porta in passerella una collezione dove "ogni abito racconta storie intrise di meraviglia, fantasmagoria e irritualità". Storie che, come lanterne magiche, deformano il reale alterando codici consolidati, in quel procedere eclettico e irrituale che è il segno del direttore creativo di Gucci. (di Gioia Giudici)



Qui la gallery della sfilata Lanterne Magiche
La wunderkammer di Alessandro Michele è una grande sala rivestita di velluto color glicine, con le pareti ricoperte da più di 250 mila tessere specchianti, che muovendosi riflettono la luce e deformano le immagini. Ad aumentare la sensazione di straniamento la passerella circolare, sottolineata da motivi di stelle e strisce. Ed ecco la collezione, che è l'evoluzione della storia iniziata lo scorso anno, della capacità di Michele di prendere spunto da mondi ed epoche diverse, creando connessioni imprevedibili e spiazzanti.


Anche questa volta in passerella ci sono tutti i suoi feticci: il bon ton, l'Oriente, i bestiari, i fiori. E poi ci sono i tessuti ricercati ripescati dall'archivio mixati alle scritte evocative e alle illustrazioni di Jayde Fish, giovane artista scovata su Instagram. C'è il punk delle borchie e degli aculei, ma ci sono anche le meretrici veneziane che usavano le pantofole con plateau per muoversi in città quando c'era l'acqua alta. Su tutto però domina il colore che "è l'anima della moda: se cambi il colore di un abito - dice Michele - cambi l'abito". Se i toni spesso sono squillanti - giallo, verde, arancio - l'atmosfera è comunque noir, un po' gotica, stile favola riletta da Tim Burton, con le modelle che reggono in mano ventagli rigidi con la scritta 'Hollywood cemetery forever' e si schermano il volto dietro occhiali sproporzionati.


Tutto è un po' fuori scala o fuori posto: il completo di maglia stile tennis è fatto di cardigan e longuette e si porta con il foulard annodato in testa, l'abito giallo con stampa floreale si abbina con i mocassini alti con le borchie, il lungo modello da sera a balze ha un cuore trafitto da un pugnale sul petto, la tuta siderale stile disco anni '80 è tutta percorsa da maxi volant, le camicie hanno gorgiera e mantellina. E ancora: le pellicce sono in colori fluo con intarsi di animali, gli abitini baby scivolano sui pantaloni aderenti con le bande ginniche, il completo damascato ha il risvolto alla marinaretta ricamato a fiori, l'abito di chiffon rosso lungo fino ai piedi ha una tigre dorata e un coprispalle di pelle borchiato, il soprabito è tutto una frangia glitter multicolor, il giubbino di jeans over delavé si scombina con la longuette di seta stampata, il tailleur di lamé oro ha il cappuccio come un capo sportivo e quello in denim con i pantaloni a zampa è tutto profilato di borchie. Verrebbe voglia di descriverle una ad una le 75 uscite della sfilata, perché sono una diversa dall'altra, simili solo nell'effetto sorpresa: regalano una longuette di specchietti portata con una felpa con le maniche a jambon, un cappotto rosso con delle ali sulle spalle che invitano ad entrare nel 'modern future', l'abito lungo floreale stretto in vita da una cinta con la scritta 'cemetery', il modello celeste da bambolina lungo fino ai piedi, l'abito nero con pappagalli ricamati in vita e maniche dorate a forma di ananas, la pelliccia piuma arancione portata con il caschetto di pelle da aviatore, il soprabito medusa con i tentacoli che si sfrangiano, il giacchino di pelle rossa con fiocco rosa al collo, lo chemisier con i disegni di Jayde Fish. A sottolineare la meraviglia del tutto, la voce evocativa della cantante Florence Welch dei Florence and the Machine, che legge brani di "Songs of Innocence and Experience" di William Blake sul tappeto musicale creato da Steve Mackey.