venerdì 2 settembre 2016

Gli artisti di Altheo Network al Bistrot: Giuliano Badaracco







Ci sono state le guerre, ci sono state poche
certezze, poi quando è nato nel 70 tutto sembrava andare bene, poi…ancora guerre, ancora incertezze, disagio. 
E come poteva Lui anima rispettare le forme, colori, il rigore matematico. Eppure
dentro, in fondo in fondo, nell'angolo più buio, sentiva forte l'esigenza di liberare se stesso, prese in mano un grosso pennello e spezzo' le sue catene. Sul supporto sempre la materia prendeva il sopravvento sulla forma, strati e strati di colore, pennellate e gesti liberi, intrecci caotici. Nei gesti la liberazione di energia interiore e finalmente sulla tela la sua testimonianza dell'agire e dell'essere. Le sue opere negano fortemente una coscienza razionale della realtà, nel gesto non vi sono momenti coscienti, non vi è alcuna spiegazione di ciò che avviene, la realtà è che esplode la sua energia e si libera nella sua opera. Sulla ferrovia dell'informale ha preso il treno ad una stazione a metà strada e vi dirò non vedo dove Lui possa scendere. Badaracco ha esposto nelle principali città italiane e si pone ai vertici dell'espressionismo astratto il suo ciclo di opere " città invisibili" continua a tutt'oggi ponendo l'osservatore su di un orizzonte sospeso tra il materico e l'intuizione della forma. Giuliano Badaracco, per il quale la pittura e' un modo di esistere, vive ed opera a Igea Marina.



L'opera esposta al Bistrot





Città di sole _2013 (inchiostro digitale, acrilico e olio su tela 40x50)
L’opera che espongo fa parte di un ciclo pittorico, ancora in svolgimento, sul tema: “città invisibili”.
Tema che comprende ad oggi una trentina di opere; su tela, tela cartonata e legno come supporto.
Nello specifico, mi interessava in quest’opera, che l’aspetto gestuale e materico desse come risultato nella sua stesura finale l’idea appena accennata di un profilo cittadino immerso in un blu che domina e annulla un sole giallo, sospeso e spettatore.
Un espressionismo astratto che sì introduce lo spettatore ad un modo di lettura dell’opera, ma al tempo stesso, lascia lo spettatore...come sospeso, mentre interpreta la non forma il non disegno.